Una versione aggiornata del credito d’imposta per il sostegno del design, la realizzazione dei nuovi campionari e il rilancio del comparto della Moda con una dote di 250 milioni di euro da inserire nella prossima Legge di Bilancio. Insieme ad un’etichetta digitale del marchio Made in Italy, certificata da Istituto poligrafico zecca dello Stato. E l’accesso facilitato alla cassa integrazione .
Il Piano annunciato dal ministro Urso
Sono alcune delle misure annunciate dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ieri al tavolo Moda con le parti sociali. Il piano Italia Moda, per il ministro, «risponde all’esigenza di consolidare la filiera delle Pmi e degli artigiani», la moda è «il volto dell’Italia nel mondo, va quindi tutelata e valorizzata», tuttavia i «comportamenti illeciti di pochi non possono compromettere la reputazione dell’intero comparto, penalizzando tante aziende virtuose».
Lo strumento dei protocolli contro il caporalato è «importante, ma non sufficiente», il governo sta lavorando ad una norma per «certificare la sostenibilità e la legalità delle imprese del comparto, offrendo una soluzione strutturale che tuteli tutti», ha aggiunto Urso. La norma avrebbe l’obiettivo di certificare la filiera che fa capo al titolare del brand, in base a verifiche preventive, per escludere che quest’ultimo debba rispondere per comportamenti illeciti o opachi di fornitori o subfornitori.






