Il settore moda incassa il via libera a due emendamenti al disegno di legge annuale sulle Pmi, in discussione in Commissione Industria al Senato, che ampliano la platea che ha accesso agli incentivi e aumentano il sostegno alla filiera made in Italy. Due passi apparentemente piccoli, ma importanti per un settore che fattura circa 100 miliardi l’anno e sta vivendo un periodo di crisi, con ripercussioni importanti su un sistema di circa 60mila imprese, soprattutto piccole e medie, e circa 600mila addetti.
Incentivi ai contratti di sviluppo già a partire da un milione di euro di investimento
Nel dettaglio, sono stati approvati emendamenti bipartisan che modificano l’articolo 2 del Ddl («Misure finanziarie per l’aggregazione e il sostegno al settore della moda») abbassando la soglia minima degli investimenti incentivati nell’ambito dei programmi di sviluppo da tre milioni a un milione di euro: le risorse del Fondo per la crescita sostenibile potranno essere quindi destinati una platea più ampia a piccole e medie imprese appartenenti alla filiera della moda per la realizzazione di programmi di sviluppo nei limiti fra uno e 20 milioni. Un provvedimento accolto positivamente da Confindustria Moda Accessori, che riunisce le imprese della filiera della pelle: «Con l’emendamento si garantisce il più ampio accesso alla misura da parte delle imprese del settore, soggette a una forte crisi di liquidità», ha commentato Giovanna Ceolini, presidente di Confindustria Moda Accessori.






