Il governo è al lavoro per ridefinire la cornice normativa entro la quale sono erogate le garanzie pubbliche sui prestiti. Il lavoro di riforma riguarda in particolare le coperture fornite dal fondo per le Pmi, controllato da Mcc, dopo che già nel 2024 era stata elaborata una revisione entrata in vigore nel 2025.

Ancora una volta l’obiettivo è cercare di limitare il ricorso alle garanzie da parte delle banche, come affermato in occasione dell’assemblea dell’Abi a inizio luglio da parte del ministro per l’Economia, Giancarlo Giorgetti.

Nuovi obblighi per le imprese

La revisione, però, si rende necessaria anche per dare attuazione ad alcune norme. In particolare la previsione della Finanziaria del 2023 che ha introdotto l’obbligo a carico delle imprese di stipulare una copertura assicurativa contro i danni provocati da catastrofi e calamità naturali; la stessa misura ha stabilito che nel caso di assenza dell’assicurazione non è possibile accedere a incentivi pubblici, ma sinora era rimasta l’incertezza su quali siano esattamente gli strumenti interessati.

Peraltro ancora, nonostante l’obbligo di copertura sia entrato in vigore per le grandi imprese a partire dal primo luglio, il fondo per le Pmi non dispone di indicazioni precise su come procedere in caso di mancanza della polizza. Il problema al momento è comunque limitato perché le coperture fornite dal fondo riguardano in modo particolare le piccole e medie imprese, per le quali l’obbligo entrerà in vigore nei prossimi mesi.