Agosto e settembre, in genere, sono mesi in cui è meglio passeggiare sui mercati finanziari con l’ombrello. Perché storicamente, è proprio questo il momento in cui Wall Street inizia a rallentare. Lo mostrano decenni di dati: i post-election year, come il 2025, tendono a registrare una pausa tra agosto e settembre. Il grafico pubblicato da Carson Investment Research racconta una storia precisa: dal 1950 a oggi, il post-elezioni è spesso stato teatro di un picco estivo, seguito da una fase laterale o ribassista proprio nel cuore dell’estate.

Il «new normal»

Nel 2025, l’S&P 500 ha già messo a segno una performance robusta, spinta da pochi grandi nomi e da una narrativa dirompente: l’intelligenza artificiale porterà una nuova era di produttività, un boom di efficienza aziendale, e forse anche una rivalutazione strutturale dei multipli di mercato. In altre parole, il “new normal” potrebbe giustificare valutazioni elevate in modo duraturo. Almeno è ciò che pensano gli ottimisti nonostante l’attuale fase di bull market duri da 33 mesi rispetto a una media storica di 30. Ma per ora, la realtà è che il mercato quota a circa 23 volte gli utili attesi a 12 mesi, un livello storicamente difficile da mantenere se non supportato da una crescita sostanziale e continua degli utili. Ed è qui che si insinua il dubbio.