VENEZIA - Maria Lina Bonaldo è stata per 38 anni presidente della Federazione Tabaccai di Venezia, e racconta le difficoltà della categoria a partire dal recente caso di aggressione a Cristian Tosi, tabaccaio di San Tomà. «Non si tratta - dichiara - di un episodio isolato: aggressioni, furti con destrezza e minacce sono purtroppo frequenti per chi lavora in tabaccheria, anche a Venezia. Cristian non ha l'American Express tra i metodi di pagamento perché è troppo costosa: molti esercizi, anche di pregio, non la accettano. Quella mattina ha avuto a che fare con un cliente che pretendeva di pagare con Amex».
Diverso il discorso per i furti con destrezza, che in tabaccheria sono all'ordine del giorno. «Avendo molta merce sul banco - precisa - è facile rubare e i ladri sanno di essere praticamente impuniti. Ti accorgi che ti portano via qualcosa, magari i Gratta e Vinci, vai dai Carabinieri, fai la denuncia, consegni i fotogrammi delle telecamere di sorveglianza, che quasi tutti i tabaccai hanno, e poi, quando li prendono, cosa succede? Niente. Soprattutto se sono stranieri, zingari o borseggiatori che girano per la città. A volte perdi solo tempo anche a denunciare».
L'accettazione delle carte di credito, in particolare American Express, è diventata un problema per i tabaccai. «C'era una legge spiega - che esonerava i tabaccai dall'obbligo di accettare carte per i prodotti di Monopolio, visto il margine bassissimo. Poi la norma è stata ritirata: ora l'obbligo è per tutti. Il problema è che i costi di commissione, specie con American Express, spesso superano il guadagno stesso. Per esempio, sul contributo unificato (la tassa sui processi) guadagniamo il 2% lordo: su 500 euro sono 10 euro lordi, che diventano 5 netti dopo le tasse. Se il cliente paga con carta, la commissione azzera l'incasso e ci rimettiamo. Lo stesso vale per ricariche telefoniche (meno del 2%), biglietti del trasporto pubblico (3-4%) e sigarette (10% lordo, che si dimezza al netto delle imposte).






