Esiste una geografia del gusto che si misura in metri sopra il livello del mare. È quella del gin d'alta quota, un fenomeno che parla una lingua diversa e più aspra, espressione diretta e sincera del territorio d'origine. Un'alchimia verticale che trasforma le botaniche selvatiche delle Alpi e degli Appennini in un'esperienza liquida. In questi distillati, al ginepro, spina dorsale di ogni gin che si rispetti, si uniscono le botaniche che troviamo nelle nostre passeggiate ad alta quota.
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Un'orchestra in cui suonano le note resinose e balsamiche del pino mugo e del cirmolo, l'amaro elegante della genziana, la dolcezza del fieno e del miele della Valtellina, e persino il carattere fruttato di una mela rosa, presidio Slow Food dei Monti Sibillini. Sono gin che nascono durante lunghe camminate, dalla raccolta a mano di erbe che portano con sé il carattere del vento e della roccia. Un viaggio sensoriale che, dal Piemonte all'Abruzzo, racconta una storia di fatica, legame con la natura e un pizzico di sana follia.
• Bordiga – Gin Occitan (Piemonte)
All'imbocco della Val Maira, la distilleria Bordiga dal 1888 produce vermouth e liquori con vista sulle Alpi. Ma anche un gin, fin dagli albori del '900. L'Occitan Gin è un London Dry classico, secco e diretto, prodotto con bacche di ginepro raccolte a mano dove ancora si parla l'Occitano. Da settembre si presenta in una nuova bottiglia nera, perché nere sono le bacche a piena maturazione, e con una trama a rombi appuntiti, a ricordare che il ginepro, signori, punge. Per chi vuole provare l'ebbrezza del raccolto, ogni anno si tiene la Festa della raccolta Ginepro (www.festadelginepro.it), che quest'anno si terrà il 27 settembre a Montemale. Il ginepro raccolto in queste occasioni diventa un'edizione limitata e biologica dell'Occitan Gin.sito web > https://bordiga1888.it/






