C'è un'Italia che profuma di sole, di brezze marine e di agrumeti. Un'immagine da cartolina che, a ben guardare, nasconde un'anima più complessa, dove la dolcezza del frutto si sposa con l'amaro della scorza. È in questo equilibrio perfetto che si muove la migliore liquoristica artigianale italiana, un mondo di sapori che attinge a piene mani da un patrimonio di biodiversità unico. Non solo limoni e arance, ma un vero e proprio Eden di varietà: il bergamotto di Calabria, il chinotto di Savona, la pompia sarda, fino al cedro di Diamante, o il mandarino Marzola dell'Etna.
Dieci gin d’alta quota, figli delle botaniche delle montagne più belle d’Italia
Questi liquori e amari sono la risposta artigianale e moderna a un mercato che cerca autenticità. Raccontano storie di terroir, di ricette farmaceutiche riscoperte e di una nuova generazione di produttori che sta trasformando i frutti della propria terra in distillati eleganti e contemporanei, capaci di conquistare anche i palati internazionali. Dimentichiamo il classico limoncello (che merita un articolo a sé, per le sue varie declinazioni): questo è un viaggio nell'agrumeto d'Italia, un sorso alla volta.
Amaro Amara (Sicilia)
Un sorso di Sicilia, letteralmente. Amaro Amara nasce alle pendici dell'Etna e ha un grande protagonista: l'Arancia Rossa di Sicilia IGP. Le scorze, raccolte a mano, vengono messe in infusione con erbe spontanee e acqua delle sorgenti locali, creando un perfetto e seducente equilibrio tra la dolcezza del frutto maturo e le note amaricanti. E i premi per questo amaro non sono mancati, anche all'estero. Per gli esploratori del gusto, c'è la versione affinata in botti che avevano precedentemente contenuto il mitico Rum Caroni, in una sorte di affascinante metodo solera. Un processo lento e paziente che ammanta Amara Caroni di morbidezza e inedite e complesse sensazioni.






