Non solo gli straordinari tesori della costiera amalfitana e di Sicilia. Luoghi di meraviglia da assaporare e spremere fino all'ultima goccia a cui si pensa quasi automaticamente quando si nomina questo concentrato di sole che diventa succo, polpa, spicchi e scorza che è il limone. E sa di bella stagione tutto l'anno. Come bella, e buona, è la scoperta di diversi limoni "a sorpresa", meno conosciuti
Il toscano
È il limone massese il tesoro toscano che non ti aspetti di trovare. Lo abbiamo provato nel Vino di limone al "Locale" di Firenze che ospita "Labo-ttega" il mixology lab all'interno degli storici sotterranei medioevali del bar. Niente a che vedere con il limoncello, si tratta di un fermentato davvero sorprendente. A raccontarci le caratteristiche di questo limone di Massa Carrara (scorza giallo sole, più piccolino di quello campano e siciliano) è il bartender del bar fiorentino Fabio Fanni: “I limoni massesi sono una varietà storica coltivata tra Massa e la Versilia, dove il clima tra mare e Alpi Apuane crea condizioni particolarmente favorevoli. È una varietà locale toscana poco diffusa, caratterizzata da una buccia molto aromatica e ricca di oli essenziali, e da un’acidità più morbida rispetto ai limoni comuni. Lo abbiamo scelto perché rappresenta una varietà locale poco conosciuta. È un ingrediente semplice, ma con una forte identità territoriale". Si tratta di un vino ottenuto dalla fermentazione del limone, in cui vengono utilizzati sia il succo che le bucce per creare una bevanda acida e aromatica. "La preparazione – spiega Fanni – parte da limoni massesi freschi messi in fermentazione con lieviti selezionati per lo Champagne che permettono lo sviluppo graduale di aromi e di un’acidità naturale".






