Fondamentale adottare alcune precauzioni seguendo le linee guida ufficiali dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute. Innanzitutto consiglia Minelli - è importante assicurarsi che gli alimenti a basso contenuto di acidi, come molte verdure sott’olio, vengano acidificati adeguatamente: questo significa portare il pH al di sotto di 4,6, utilizzando aceto con almeno il 5% di acidità o succo di limone, in modo da creare un ambiente sfavorevole alla crescita del batterio». Ma, va detto, i prodotti che hanno causato la morte di due persone in Calabria, e quello che ha ucciso una donna di 38 anni a Sassari, in Sardegna, mettono nel mirino prodotti non preparati in casa. Ovvero una polpa di avocado industriale nel caso della Sardegna e dei broccoletti sott’olio nel caso della Calabria.
In ogni caso, il botulismo alimentare è insidioso: i sintomi possono emergere da poche ore a otto giorni dopo l’ingestione. All’inizio ricordano una gastroenterite – nausea, vomito, dolori addominali – ma in breve compaiono disturbi gravi: difficoltà a deglutire, secchezza delle fauci, visione doppia, debolezza muscolare. Nei casi più severi, paralisi respiratoria. Il primo campanello d’allarme può essere la stitichezza, seguita da rapido peggioramento. «Mai sottovalutare la visione doppia», avvertono i tossicologi, «perché i muscoli oculari sono tra i primi colpiti». La diagnosi precoce è decisiva: in ospedale si somministra l’antitossina, che blocca la progressione ma non neutralizza la tossina già presente. Il recupero può richiedere settimane o mesi. Per prevenire la contaminazione, gli esperti consigliano di conservare al fresco, scartare barattoli rigonfio maleodoranti e, in caso di dubbio, non assaggiare mai.











