MESTRE - Un semplice pranzo si è trasformato in un incubo per S.B., impiegata residente a Mestre, che nell'aprile 2024 ha acquistato in un punto vendita Iperlando un macinato di sorana contenente un frammento di osso. Un imprevisto che le è costato caro: mordendo quel "corpo estraneo" si è rotta un dente. Una frattura coronale del primo molare destro, con esposizione del nervo, che l'ha costretta a un intervento dentistico da circa 250 euro.
In genere, la presenza di noccioli o gusci in prodotti sgusciati o snocciolati è segnalata chiaramente sull'etichetta. Ma nella carne macinata non ci si aspetta e non è indicata la possibilità di trovare ossa dure abbastanza da danneggiare un dente.
Dopo l'incidente, S.B. ha contattato più volte il supermercato chiedendo l'attivazione dell'assicurazione per il rimborso. Le sue richieste, però, sono rimaste senza risposta. Così, nell'aprile di quest'anno, la donna si è rivolta all'Adico (Associazione Difesa Consumatori), che ha intrapreso un contenzioso con Iperlando, presentando prove di acquisto e pagamento.
Nonostante le diffide inviate dall'associazione, la compagnia assicurativa del punto vendita ha continuato a negare il risarcimento, sostenendo la mancanza di una documentazione adeguata. Una posizione contestata dall'ufficio legale di Adico, secondo cui le prove fornite erano "inconfutabili".








