Doveva essere una tranquilla serata casalinga, di quelle in cui si prepara un piatto gustoso. Il profumo avvolgente del brodo caldo, l’aroma inconfondibile dei funghi porcini secchi appena rinvenuti nell’acqua, la morbidezza della mantecatura finale. Invece, per una quarantenne di Pisa, quella sera di marzo del 2021 si è trasformata in un incubo in una frazione di secondo. Proprio mentre assaporava la prima, calda forchettata del suo risotto, pregustandone la morbidezza, un “crack” improvviso e sordo ha interrotto la cena. Un dolore lancinante le ha attraversato la bocca: nascosti tra i chicchi e i funghi, c’erano dei piccoli sassolini. La masticazione è stata fatale, mandando in frantumi due denti e facendo saltare irrimediabilmente un intero ponte dentale. Da quel dolore fisico è nata una complessa e amara odissea legale, culminata nei giorni scorsi con una sentenza che ha lasciato la donna letteralmente con l’amaro in bocca.

Il danno economico e la richiesta di risarcimento

La sera stessa dell’incidente, la donna è stata costretta a ricorrere alle cure del medico di guardia. Ma la doccia fredda è arrivata il giorno successivo sulla poltrona del dentista: di fronte ai danni riportati, la soluzione medica necessaria era l’inserimento di impianti dentali, una delle procedure odontoiatriche più complesse e costose. Il preventivo presentato ammontava a circa 8 mila euro. Convinta di aver subito un grave torto a causa di un prodotto difettoso, la donna ha deciso di intraprendere le vie legali. Ha così citato in giudizio sia la nota catena di supermercati dove aveva fatto la spesa, sia la ditta produttrice della confezione di funghi porcini secchi, chiedendo un risarcimento congruo ai danni fisici ed economici subiti.