Ha rischiato di morire dissanguato per un pezzo di vetro contenuto in uno spicchio di pizza, appena acquistata. Davide (nome di fantasia), 38 anni, di San Cesario, dal 10 maggio scorso, ha difficoltà a deglutire e segue una terapia psicologica per superare il trauma. E, da tempo, attende di conoscere gli sviluppi di un’indagine avviata dalla procura salentina in cui si ipotizza l’accusa di lesioni personali sulla scorta di una sua denuncia.

Dipendente di un locale, quella sera, Davide, prima di avviare il turno di lavoro, aveva deciso di prenotare per telefono una pizza da asporto da una pizzeria nel centro di Lecce. Farcita con pomodoro, mozzarella e funghi. Ritirata già tagliata a spicchi, rientra sul posto di lavoro. Mentre addenta uno spicchio avverte la presenza di un corpo estraneo in gola accompagnato da un forte dolore che, di fatto, gli ostruisce il passaggio del cibo e dell’aria.

Con dei colpi di tosse molto forti riesce a vomitare e a espellere il boccone insieme a frammento di vetro, lungo circa 2 centimetri e appuntito. Davide inizia a perdere sangue dalla bocca e allerta telefonicamente il 118 per chiedere l’intervento di un’ambulanza. L’operatore lo rassicura: dal momento che è in grado di parlare e respirare gli suggerisce di raggiungere il pronto soccorso autonomamente. Cosa che effettivamente fa, in compagnia della sua fidanzata.