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Tanti dubbi sull'operazione. Parenti degli ostaggi furiosi

È partita da qualche giorno una massiccia ondata di attività diplomatiche per frenare il piano israeliano di espansione dell'offensiva nella Striscia con l'obiettivo di occupare Gaza City. L'inviato speciale americano Steve Witkoff ha incontrato ieri a Ibiza in Spagna il primo ministro del Qatar al-Thani per discutere della fine della guerra e del rilascio di tutti i 50 ostaggi rimasti. Sembrerebbe che il disegno di Netanyahu, deciso nella notte tra giovedì e venerdì, serva a far pressione su Hamas e indurlo ad accettare un accordo. Stati Uniti, Qatar ed Egitto lavorano per impedire a Israele di conquistare l'intera Striscia. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio pare appoggiare i progetti israeliani, e ha attribuito in parte l'impasse nei colloqui alla decisione della Francia di riconoscere lo Stato palestinese. "Finché Hamas esisterà, non ci sarà mai pace a Gaza - ha tuonato -. La loro ragione di esistere è che vogliono distruggere Israele. Vogliono cacciare ogni ebreo dal Medio Oriente. In definitiva, ciò che Israele deve fare per la propria sicurezza sarà determinato da Israele". Mentre Axios ha rivelato che sia Ben Gvir che Smotrich hanno votato contro il piano approvato dal gabinetto di sicurezza. Il motivo: Netanyahu ha indicato che le operazioni militari a Gaza sarebbero state interrotte se le trattative per la tregua e la liberazione degli ostaggi fossero riprese.