L’unità politica dell’Italia è stata fatta nel XIX secolo dai Savoia (seppure in un modo discutibile: mediante conquista militare). L’unità nazionale, come coscienza di patria, è stata forgiata dallo stato risorgimentale tramite la scuola e le forze armate (la dolorosa esperienza delle guerre ha unito tutti). L’unità linguistica, com’è noto, è venuta dalla televisione. L’unità territoriale del Paese si deve al tessuto autostradale realizzato nel dopoguerra, con il miracolo economico: in particolare l’autostrada del sole.
Il ponte sullo stretto di Messina rappresenta oggi il compimento di questa unità, perché congiunge allo Stivale un’isola di cinque milioni di abitanti, proprio quella da cui partì l’impresa dei Mille di Garibaldi. È un’opera pubblica di grande qualità tecnologica, punta al rilancio del Meridione, porta lavoro e attività economiche, ma ha anche un grande significato simbolico: ricorda l’Italia della ricostruzione e del miracolo economico. È orgoglio italiano.
PONTE SULLO STRETTO, DAGLI ELEFANTI AL DUCE E FINO A CRAXI: L'IDEA E 24 SECOLI DI STORIA
Pare che il primo ad avere l’idea di un Ponte sullo Stretto di Messina sia stato anche l’unico a realizzarlo...
Se ne parlava da decenni. Era assurdo che gli ingegneri e le imprese italiane che costruiscono nel mondo grandi opere non avessero ancora realizzato in patria il ponte sullo stretto. Peraltro era un sogno di Silvio Berlusconi e quindi un obiettivo storico, nella modernizzazione del Paese, che unisce tutto il centrodestra.










