Ottant’anni fa, due giorni dopo la bomba atomica su Hiroshima e il giorno prima quella su Nagasaki, l’Unione Sovietica di Stalin dichiarò guerra al Giappone. Mentre i due eventi del 6 e 9 agosto vengono ogni anno ricordati con molta attenzione, questo invece passa regolarmente sotto silenzio. Non lo ricorda neanche Putin, che pur per rilanciare il suo sogno imperiale ha ripreso a celebrare il mito della Grande Guerra Patriottica, di Stalingrado e della presa di Berlino. E neanche c’è l’abitudine di parlare di questo evento come di una “pugnalata alla schiena” simile a quella di Mussolini quando il 10 giugno del 1940 dichiarò guerra alla Francia già sconfitta. Anche se in realtà secondo i Diari di Ciano l’ambasciatore André François– Poncet aveva parlato invece di «un colpo di pugnale ad un uomo in terra». Ma fu lo stesso diplomatico francese a raccontare di aver esclamato «e così, avete aspettato di vederci in ginocchio, per accoltellarci alle spalle». E l’espressione fu poi rilanciata da Franklin Delano Roosevelt.

Lo stesso presidente Usa è un ideale collegamento tra le due cose, perché dopo che in seguito a Pearl Harbor si ritrovò in guerra anche con la Germania di Hitler e l’Italia di Mussolini ovviamente si aspettava che Stalin ricambiasse, visto che l’Urss dipendeva pesantemente da un aiuto militare Usa valutato in 170 miliardi di dollari di oggi. Lo avrebbe poi ammesso Krusciov nelle sue memorie che senza quei rifornimenti l’Urss non ce l’avrebbe fatta, alla faccia della propaganda oggi ritirata fuori da Putin e pompata dai nostalgici del comunismo secondo cui sarebbe stata l’Armata Rossa a sconfiggere il nazifascismo da sola – anche ricordando le enormi perdite in realtà dovute molto anche a quella storica abitudine dei comandi russi di mandare masse umane al macello che stiamo ora rivedendo infatti in Ucraina. Ma già Stalin in pratica lo ammise che l’Urss reggeva a stento quel fronte, nel momento in cui in tutte le successive conferenze interalleate rifiutò di toccare il patto di non aggressione che aveva stipulato con Tokyo. Come lo aveva stipulato peraltro con Hitler, attaccando con lui la Polonia e facendosi dare mano libera con Estonia, Lettonia, Lituania, Finlandia e Romania. Solo perché Hitler lo attaccò, si trovò su malgrado dall’altra parte.