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Ultimo aggiornamento: 12:36

C’è un segno sulla nuca di Simona Cinà, forse un ematoma come riferisce Gabriele Giambrone, legale della famiglia della giovane, ad alcuni media. La 21enne è morta nella notte del 2 agosto nella piscina di una villa di Bagheria dove stava festeggiando la laurea di due amici.

“Forse Simona è scivolata vicino la piscina, ha sbattuto la testa e ha perso i sensi”, ha spiegato l’avvocato, anche se gli inquirenti non concordano: mancano segni di sangue in piscina, è più facile che l’ematoma si sia sviluppato dopo, durante i sei giorni in cui la salma è rimasta nell’istituto di medicina legale, a contatto con una lastra d’acciaio.

Nelle scorse ore il medico Tommaso D’Anna ha prelevato campioni di tessuto da tutti gli organi e terminato l’autopsia sulla giovane, che al momento ha confermato la morte per annegamento. Ora bisognerà attendere i risultati delle analisi istologiche e tossicologiche, circa quaranta i giorni necessari, per capire perché si sia sentita male e sia affogata quella giovane atleta sana e controllata, così come tutti la descrivono.