Simona era un pesce, l'acqua era il suo mondo eppure la sua vita è finita in una piscina.

Nel bel mezzo di una festa con altri 80 tra ragazze e ragazzi. E allora "cosa è successo? Come è morta? Vogliamo chiarezza, vogliamo la verità" urlano i genitori, il fratello e la sorella della pallavolista ventenne morta durante un party di laurea a Bagheria, nel palermitano.

Sarà l'autopsia a chiarire il giallo del decesso di Simona Cinà e l'incarico sarà affidato al medico legale lunedì dalla Procura di Termini Imerese, titolare dell'inchiesta, che ha disposto il sequestro della salma e il suo trasferimento all'istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo.

Il fascicolo aperto dai pm è al momento senza indagati e ipotizza l'omicidio colposo, anche se l'ipotesi che sembra prendere corpo tra inquirenti ed investigatori è quella di un malore o di un incidente senza responsabilità di altre persone. Resterebbe comunque da chiarire, se queste ipotesi fossero confermate, come mai nessuno si sia accorto che la ragazza non si muoveva più nella piscina.

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