Gonna corta di jeans e top verde, un bicchiere di plastica in mano, la musica ad alto volume, un ballo di gruppo e tante risate. Gli ultimi istanti di vita di Simona Cinà, la ragazza di 21 anni morta per cause ancora da chiarire nella notte tra venerdì e sabato durante una festa in piscina a Mongerbino, in provincia di Palermo, sono stati ripresi dagli amici. E adesso a chiedere la verità, mentre avanzano dubbi e pongono interrogativi, sono i familiari. Punti oscuri, a cominciare da quella gonna di jeans e quel top verde che non sarebbero stati trovati, dicono. Quindi il mancato sequestro della villa, che sarebbe già affittata per un’altra festa.

In conferenza stampa, nello studio dell’avvocato Gabriele Giambrone che li rappresenta, i genitori, Luciano e Giusi, piangono, il fratello, Gabriele, e la sorella gemella di Simona, Roberta, straziati, pongono domande e chiedono chiarezza. «Mia figlia aveva vent’anni, era una brava ragazza. Studiava, amava lo sport, era solare, buona, portava sempre a termine i suoi traguardi. Perché è morta? Vogliamo solo sapere cosa è successo a mia figlia», dice la mamma. E sono i fratelli a sottolineare: «Quando siamo arrivati ci hanno detto che probabilmente era stato un malore, che loro non sapevano, l'avevano trovata in piscina. Non c'era più niente, era tutto pulito. Zero alcol in giro, nulla. Una festa con tantissime persone, e non c'era niente che potesse richiamare una festa». Anche papà Luciano parla di una scena completamente ripulita: «Non è normale che ci fossero solo bottiglie d’acqua e la piscina fosse pulita. Non siamo stati chiamati, siamo stati noi a telefonare alle 4,45. Mia moglie ha chiamato per caso perché non la sentivamo. Mia figlia faceva sport da mattina a sera. Voglio sapere cosa le è successo. Era sana come un pesce. Aiutateci anche voi a capire», dice ai giornalisti. E il fratello aggiunge: «Al nostro arrivo la musica era ancora accesa. Ed era anche alta. Quando siamo arrivati i ragazzi erano tutti bagnati, in silenzio. Di quel gruppo della festa Simona conosceva solo 5 persone Il festeggiato era uno che giocava a pallavolo con lei». Ma sono molti i reperti sequestrati dai carabinieri di Bagheria agli atti dell’indagine, vestiti e anche bottiglie di superalcolici. Le prime risposte potrà darle l’autopsia, la procura di Termini Imerese, che ha ipotizzato l’omicidio colposo, affiderà oggi l’incarico. Mentre interviene l’ordine degli avvocati di Palermo per chiedere il rispetto delle regole deontologiche nel rapporto con i media.