«Il sorriso più bello che abbiamo mai visto». Così chi la conosceva descrive Simona Cinà, 21enne di Capaci (Palermo) trovata morta nella piscina di una villa a Mongerbino, nel Palermitano. L’ultimo messaggio alla mamma nel pomeriggio dell’ultimo tragico venerdì: «Alle 18 vado a fare box e alle 20 al Don Orione beach volley, poi vado alla festa». Perché Simona era una promettente pallavolista. Aveva giocato per anni nella Capacense, poi aveva scelto il beach volley e nella classifica mondiale era al 257° posto. Nelle sue storie Instagram - l’ultima intorno alle 23 - gli allenamenti di pallavolo e i minuti prima di arrivare al party. Simona aveva un fratello e una sorella gemella, «era una salutista, attentissima all’alimentazione, non beveva», raccontano i familiari.
Mentre gli inquirenti cercano di far luce sui diversi punti oscuri della vicenda, chi le voleva bene la ricorda come una «ragazza sempre solare». Studiava Scienze motorie all’Università di Palermo, era una «promessa del Beach volley», dice la società. Tanti i messaggi di cordoglio sui social per la sua prematura scomparsa. Un amico, pubblicando delle foto della 21enne su Facebook del giorno prima della tragedia scrive: «Avevo già pronte le foto di giovedì per mandartele e farci due risate come al solito. Invece hai deciso di lasciarci così all’improvviso, per sempre. Ciao Simo».











