MONTEBELLUNA (TREVISO) - Si cercano acceleranti che possano aver trasformato la casa di Posmon, a Montebelluna, in un rogo che si è rivelato una trappola mortale per Niccolò Martini, 34enne senza fissa dimora, che tra quelle quattro mura è morto martedì, probabilmente asfissiato. La causa della sua morte è, però, ancora da accertare e sarà verificata nel corso dell’autopsia, che viene eseguita oggi dall’anatomopatologa padovana Giorgia Franchetti.
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Il dubbio che tra i resti dell’incendio si possa trovare accelerante è dato dal fatto che il rogo è scoppiato in una casa disabitata, senza luce e senza gas da cinque anni, dove mancano ad esempio divani, tende, coperte che possono agevolare la propagazione delle fiamme e del fumo, tanto da saturare il piano terra e il piano superiore dove è stato trovato il corpo senza vita del 34enne. I vigili del fuoco hanno repertato e stanno analizzando quanto rinvenuto nel piano terra dell’abitazione, dove si è innescato l’incendio. Sono stati trovati mozziconi di sigarette, bottiglie di alcolici vuote e anche lampade a olio per fare luce la notte. In quella casa Niccolò Martini aveva trovato rifugio negli ultimi mesi da quando aveva lasciato la sua, in affitto a Pederobba.






