MONTEBELLUNA Si indaga per il reato di incendio colposo sul caso di Niccolò Martini, morto per asfissia ieri mattina a seguito di un rogo scoppiato verso le 6 in una villetta di Posmon che il 34enne occupava abusivamente. Il suo cadavere, rinvenuto all’interno di una cameretta al primo piano della casa della compianta famiglia Pedrocca, verrà sottoposto a un’autopsia per chiarire con esattezza le cause e l’ora del decesso. Nel corso dei rilievi, che hanno occupato tutta la mattinata di ieri, i carabinieri del comando di Montebelluna, con il supporto della scientifica, e i tecnici dei vigili del fuoco dal comando provinciale hanno fissato alcuni punti: in primis, l’abitazione era sprovvista delle utenze.

È quindi escluso che all’origine delle fiamme vi sia un cortocircuito oppure un malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento. Gli investigatori non hanno trovato tracce di altre presenze oltre a Niccolò, ma non è ancora possibile escludere che nello stesso rifugio abitassero altre persone. Al piano terra, in soggiorno, da dove è scaturito l’incendio, i vigili del fuoco hanno trovato mozziconi di sigaretta e molte bottiglie di alcolici vuote. I carabinieri della compagnia di Montebelluna hanno richiesto anche un esame esterno della salma da parte della scientifica che ha escluso subito colluttazioni o segni di violenza. Una volta completati i rilievi, la salma è stata trasferita all’obitorio dalla polizia mortuaria della protezione civile. Sul posto non si è presentato nessuno dei familiari di Niccolò.