MONTEBELLUNA (TREVISO) - «Era in un momento di vera difficoltà economica e abitativa e gli dispiaceva non andare d’accordo con i suoi parenti». A dirlo uno degli amici di Niccolò Martini, il 34enne che ha perso la vita nel rogo della villetta di Posmon martedì notte. La notizia della sua scomparsa ha sconvolto alcuni dei suoi amici più stretti, che non riescono a capacitarsi di quello che è successo. «Ci siamo visti martedì scorso, eravamo rimasti d’accordo di organizzarci per fare qualcosa insieme ora che ci sono le ferie», ricorda Francesca Franza, ripensando a quei piani ora rimasti in sospeso.
Fuori dalla villetta di via Col Moschin, qualcuno ha lasciato due rose nella notte, una rossa e una bianca. I residenti nella strada, si avvicinano a guardare i segni lasciati dalle fiamme. La casa in cui si è consumato il rogo, era infatti chiusa da anni e in pochi sapevano che qualcuno occupava le sue stanze. Pochi, ma non tutti: in un bar a pochi passi di distanza, Nikolai, così come si faceva chiamare con il suo nome di battesimo, era solito bazzicare, anche se nell’ultimo periodo la sua presenza era più rara.
«Era un bravo ragazzo nel profondo - dicono le titolari -. Faceva dei lavori saltuari: tempo addietro aveva lavorato in un supermercato, poi si occupava di traslochi. Ma aveva il sogno di suonare e di cantare, la voce non gli mancava». E infatti sono numerose le foto che il ragazzo stesso pubblicava sui suoi profili, mentre suonava la batteria o cantava alcuni brani scritti da lui. «Peccato non fosse sostenuto», racconta un amico, con cui alcuni giorni fa si era incontrato e confessato le sue preoccupazioni. La maggior parte del tempo, il giovane la trascorreva solo, tra pensieri e lavoro, senza mai rivelare in fondo sé stesso.






