MONTEBELLUNA (TREVISO) - Un incendio furioso, che innesca dubbi e sospetti, scoppiato nella casa disabitata di Posmon di Montebelluna e che è costato la vita a Niccolò “Nikolai” Martini, 34enne senza fissa dimora, che aveva trovato tra quelle quattro mura rifugio abusivo da alcuni mesi. L’uomo è morto martedì, all’alba, per probabile asfissia, provocata dalle esalazioni tossiche, che ha respirato mentre dormiva.

La casa, proprio perchè chiusa e disabitata, non aveva utenze attive. Quindi, era priva di elettricità e di gas. L’incendio divampato al piano terra ha invaso la casa di fumo, tanto da creare una trappola mortale per Martini. Ma è giallo su cosa può aver scatenato un rogo di quella portata, se in casa non c’era null’altro che mozziconi di sigaretta, bottiglie vuote di alcolici e lampade a olio, insieme a torce a pila, per rischiarare le stanze la sera. Le piste sono aperte e i vigili del fuoco stanno indagando per accertare l’origine del rogo e il materiale che può aver dato l’avvio alle fiamme. Anche perchè nella stanza non c’erano suppellettili, quali divani e poltrone, che bruciano in fretta creando dense nuvole di fumo. Si valuta anche se l’incendio sia di origine colposa o dolosa. Pista, quest’ultima, che potrebbe essere confermata se venisse trovato dell’accelerante. In attesa che vengano effettuati tutti gli esami tecnici da parte dei vigili del fuoco, sembra perdere terreno la pista, ipotizzata a ridosso della tragedia, che le fiamme sarebbero state originate da una sigaretta lasciata accesa.