Due poteri che sono andati in cortocircuito: la finanza e la politica. I grattacieli superlusso disegnati per parlare il linguaggio della sostenibilità, ma che dimenticano la parte sociale. Tra le cose che non hanno funzionato nel “modello Milano”, secondo Mario Calderini, professore di Polimi Graduate School of Management, tra i massimi esperti di finanza sostenibile, c’è la giusta oscillazione tra due estremi: “È mancato un giusto equilibrio tra operazioni urbane che rinnovano la città ma sono anche estrattive del valore pubblico, e al contrario, interventi che non creano alcun valore, che rappresenta uno scenario addirittura peggiore”.

Come si trova questo compromesso?

“Io continuo a credere che il cosiddetto modello Milano vada trattato con molto rispetto. Tuttavia, credo che se si fosse prestata maggiore attenzione a strumenti finanziari più vicini a una nozione positiva di trasformazione e cambiamento – ovvero la finanza d'impatto – probabilmente si sarebbe riusciti a contenere la "vena estrattiva" che ha caratterizzato alcune operazioni immobiliari di rigenerazione”.

Eppure, la narrativa della finanza d’impatto è stata utilizzata largamente per molti degli interventi immobiliari realizzati.