Un tangibile passo indietro a fronte di piccoli progressi. Secondo Irene Bengo, docente della School of Management del Politecnico di Milano, le aziende europee si muovono a ritroso sulle tematiche d’impatto sociale e ambientale: “Sono abbastanza convinta che il vento sia cambiato. L’attacco alla sostenibilità è concreto, con ricadute e implicazioni reali, ma è il momento di avere una doppia lettura. Si sta delegittimando la sostenibilità rendicontativa e difensiva, mentre proprio oggi dobbiamo alzare lo sguardo e difendere quella sostenibilità che è diventata una questione politica, di giustizia, di diritti umani ampliandone molto il perimetro: è una questione globale.
Quali sono le implicazioni che già vede?
“Si è tornati a leggere la sostenibilità solo in termini di compliance e molte imprese la stanno riaccorpando al marketing. La parte positiva è che stanno emergendo ‘i duri e puri’, ovvero gli attori che non erano guidati solo dalla parte normativa e dalla parte reputazionale, ma che hanno integrato la sostenibilità nei processi di innovazione, con un purpose molto reale e chiaro. L’altra tendenza è tornare a quello che si diceva ormai 15 anni fa, ovvero che la sostenibilità conviene in termini economici, cosa che detta così semplifica troppo la questione e perpetua un modello poco coraggioso, pur sapendo che le sfide sociali e ambientali non passeranno. Rispetto alla dimensione ambientale è più facile trovare allineamento con il profitto, ma attraverso l’innovazione possiamo occuparci anche delle sfide più complesse integrando gli aspetti sociali”.







