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7 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 11:38
È un giorno importante oggi nell’inchiesta per capire come Simona Cinà, la 21enne pallavolista morta a Bagheria in piscina durante una festa di laurea. L’esame è previsto al Policlinico di Palermo e potrà dare dare le prime risposte che la famiglia della ragazza attendono da sabato scorso. Il primo elemento sarà stabilire se è annegata oppure è caduta in acqua dopo un malore: dipenderà dal fatto se verrà trovata acqua nei polmoni oppure no. La salma è stata sottoposta a una Tac e a radiografie per evidenziare se ci siano fratture o emorragie interne o danni da patologie sconosciute. Ma, secondo quanto si appreso, gli esami diagnostici eseguiti non sarebbero stati esaustivi e per questo sarebbe stata disposta dagli esperti nominati dalla Procura anche una risonanza magnetica.
Per la famiglia della vittima ci sarà un perito di parte nominato dagli avvocati Gabriele Giambrone e Davide Carnese. Dopo 45 giorni arriveranno gli esiti degli esami tossicologi e istologici per completare il quadro medico legali. Dall’autopsia aspettano risposte i familiari di Simona, come ha detto ieri il fratello Gabriele: “speriamo di avere delle riposte, aspettiamo, non possiamo fare altro”.












