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6 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 17:26
Ebbene sì, è ufficiale: il progetto del Ponte sullo Stretto ha ricevuto l’ennesimo, entusiastico via libera. Festeggiano i promotori, brindano i politici, Salvini si ingozzerà con qualche prodotto tipico e annessa foto da postare, gongolano i costruttori. Finalmente, dopo decenni di sogni a occhi aperti, rendering 3D, slide in PowerPoint (il tutto ovviamente strapagato) e promesse elettorali più e più volte riciclate, il ponte più inutile della storia repubblicana sta per diventare realtà. O forse no. Ma intanto anche a sto giro paghiamo. O meglio lo paga il sud e la Sicilia in particolar modo.
Un’opera “strategica”, ci dicono. E in effetti lo è: strategica per svuotare le casse pubbliche, strategica per deviare fondi che servivano per far uscire il sud da una condizione di marginalità economica. Soldi che non arriveranno ai fatiscenti ospedali e scuole che cadono a pezzi, non arriveranno per potenziare un sistema di trasporto pubblico inesistente con strade che sembrano campi minati.
















