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6 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 15:48

Per i gruppi globali della difesa quelli delle guerre in Ucraina e a Gaza sono anni memorabili. Bilanci da record, performance stellari in Borsa. Anche Boeing, nonostante le difficoltà seguite ai disastri aerei che dal 2018 hanno coinvolto alcuni suoi velivoli civili facendo centinaia di morti, è in fase di ripresa: da gennaio il titolo ha registrato un progresso di quasi il 30% e nella prima metà dell’anno l’azienda aeronautica ha visto i ricavi salire del 26% a oltre 42 miliardi di dollari, dimezzando le perdite. Oltre ad aggiudicarsi un contratto da 20 miliardi di dollari dell’US Air Force per la costruzione del caccia di sesta generazione F‑47. Piatto ricco di cui ora i lavoratori pretendono una fetta. Più di 3.200 tra quelli che assemblano i caccia F-15 di Boeing nell’area di St. Louis e in Illinois sono in sciopero da lunedì: è la prima volta dal 1996 – quando si fermarono per ben tre mesi – che gli addetti alla divisione militare del gruppo dell’aeronautica incrociano le braccia.

Il sindacato International Association of Machinists and Aerospace Workers ha proclamato l’agitazione dopo aver respinto al mittente la seconda proposta di contratto quadriennale presentata dall’azienda. Un’offerta che prevedeva, stando a Boeing, un aumento salariale del 20% spalmato su 4 anni, una crescita media delle retribuzioni (comprensive anche di scatti, premi e e benefit) del 40%, un bonus alla firma di 5.000 dollari, più ferie, permessi e progressioni retributive più frequenti. Un neoassunto con salario di 34,25 dollari l’ora passerebbe, in quattro anni, da 71.240 a 108.222 dollari annui, mentre un lavoratore al livello massimo passerebbe da 95.326 a 110.718 dollari.