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Ultimo aggiornamento: 13:01

Il pressing degli Stati Uniti per chiudere il conflitto in Ucraina affonda i titoli della difesa europei. L’indice del settore, lo Stoxx Aerospace & Defence, alle 12 perde il 3,4% dopo il -3% di venerdì, toccando i minimi da fine agosto. Washington come è noto ha presentato a Kyiv un piano in 28 punti che recepisce diverse richieste russe, tra cui la cessione a Mosca di Crimea, Luhansk e Donetsk e un limite all’espansione delle forze armate ucraine. Volodymyr Zelensky ha detto di essere pronto a lavorarci “in maniera costruttiva e onesta”, ma senza cedere sugli interessi ucraini. Nel fine settimana la Ue ha poi avanzato una controproposta con condizioni migliori per l’Ucraina, che aderirebbe all’Unione e a cui non sarebbe precluso l’accesso alla Nato.

L’indice europeo del settore in una settimana ha lasciato sul terreno il 7,6%. Lunedì l’italiana Leonardo cede il 2,5%, Hensoldt il 3,85%, Rheinmetall il 4,3%, il fornitore di componenti per la difesa Renk altrettanto. A Londra, Bae Systems perde oltre il 2%, la svedese Saab oltre il 3%, la francese Thales il 2,6%.

Va però ricordato che lo Stoxx Europe Total Market Aerospace & Defense, che comprende titoli come Airbus, Safran, Bae Systems e la stessa Leonardo, resta su livelli superiori di quasi il 200% rispetto a quelli precedenti l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022. All’epoca era intorno agli 850 punti, oggi viaggia sui 2.500. Il comparto, evidenziano gli osservatori, ha fondamentali solidi e in un contesto geopolitico sempre più teso ci sono tutte le premesse perché le quotazioni tornino a salire. Gerry Fowler, strategist di UBS, parlando con Reuters sottolinea che i titoli della difesa restano “la parte più costosa e affollata del mercato”, fattore che aumenta la volatilità.