«L’interesse per la conoscibilità degli atti che hanno riguardato alcuni degli eventi più gravi per la vita del Paese è riconosciuto come assolutamente preminente». Lo scrive il direttore generale degli Archivi di Stato, Antonio Tarasco, nella circolare che revoca quella emanata l’anno scorso che poneva un vincolo di riservatezza sulle sentenze relative alle stragi contenute negli archivi di Stato.
L’INTERVISTA
Paolo Bolognesi: “Le sentenze sulla strage di Bologna inchiodano l’Msi, Meloni non ha più scuse”
In una nuova circolare che «sostituisce e revoca la precedente» si chiarisce infatti che «l’obiettivo dell’amministrazione è di promuovere la più ampia conoscibilità, accessibilità e diffusione delle sentenze e degli atti di procedimenti giudiziari» che si trovano all’Archivio di Stato e che la disciplina di riservatezza non è applicabile agli atti che riguardano casi di terrorismo, stragi e altri fatti che «hanno scosso la coscienza civile del Paese».
La circolare segue quanto detto il 2 agosto dalla ministra dell'Università e ricerca, Anna Maria Bernini, in occasione della commemorazione della strage della stazione di Bologna. «Faremo in modo che le sentenze e le circolari interpretate in maniera restrittiva non ci saranno più. Perché quella della strage è una ferita mia, di tutti». Nei giorni precedenti, la ministra ha interloquito con il direttore degli Archivi di Stato, Antonio Tarasco, in merito alla direttiva, ricevendo un’interpretazione diversa rispetto a quella dell’Associazione delle vittime — ossia, viene spiegato dallo staff del Mur, che non c’era alcun impedimento all’accesso («sull’intralcio burocratico non siamo d’accordo»). Nonostante ciò, Bernini aveva assunto l’impegno a sollecitare l’eliminazione («per fare in modo che non ci siano più») di qualsiasi impedimento all’accesso.












