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Ultimo aggiornamento: 16:55
Ormai da alcuni mesi pende una richiesta di archiviazione sull’ultimo capitolo di indagine sulla stragi di Capaci su cui indaga la procura di Caltanissetta convinta che “nella fase ideativa ed esecutiva della strage del 23 maggio 1992 non ci fu il coinvolgimento di soggetti collegati ad ambienti della destra eversiva tra cui il noto Stefano Delle Chiaie, uno dei fondatori della formazione politica Avanguardia nazionale”. Ma l’avvocato Fabio Repici, difensore di Salvatore Borsellino fratello del giudice Paolo Borsellino e persona offesa nel procedimento, ha chiesto alla giudice Graziella Luparello di interrompere la camera di consiglio e la decisione sull’istanza dei pm. Una richiesta irrituale per difendere quel diritto “che in primo luogo si estrinseca nel diritto alla verità sulla strage di via D’Amelio”.
Secondo il legale l’interruzione è necessaria per “rimediare a un grosso difetto procedimentale che si è creato con la mancata conoscenza (da parte del sottoscritto difensore e, quel che è ancora peggio, della Giudice) di alcuni atti che non solo erano già nella disponibilità della Procura della Repubblica ma che avevano trovato discovery in altro procedimento, che si trova addirittura in corso di istruttoria dibattimentale”.







