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23 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 15:45

Niente archiviazione, la Procura dovrà proseguire le indagini sui possibili mandanti esterni e la “pista nera” dietro la strage di via D’Amelio. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai pm di Caltanissetta contro l’ordinanza con cui la gip Graziella Luparello, lo scorso 19 dicembre, aveva disposto nuove indagini. La decisione è stata adottata dalla quinta sezione penale della Suprema Corte che ha condiviso le conclusioni del procuratore generale: “Ordinare nuove indagini non è un atto abnorme”, ha scritto la sostituta pg Mariella De Masellis in un provvedimento di 28 pagine vistato anche dall’avvocata generale Giuseppina Casella e dal procuratore generale aggiunto Giulio Romano.

Il provvedimento impugnato riguarda il procedimento aperto a carico di ignoti sulla strage del 19 luglio 1992. L’inchiesta, aperta nel 2017, mira a verificare l’eventuale coinvolgimento di soggetti esterni all’organizzazione mafiosa nella fase ideativa ed esecutiva della strage nella quale hanno perso la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta. Nel maggio 2022, la gip Luparello aveva già rigettato una prima richiesta d’archiviazione, ordinando nuove indagini in 32 punti. Due anni e mezzo dopo, la procura ha nuovamente chiesto di archiviare l’inchiesta. La giudice per le indagini preliminari, però, ha respinto pure questa richiesta ordinando ulteriori accertamenti, anche su Paolo Bellini. È uno dei punti fondamentali alla base del ricorso della procura. I pm, infatti, hanno messo sotto inchiesta l’ex estremista nero in un altro procedimento, nato su impulso della Procura nazionale Antimafia, per il quale pende richiesta d’archiviazione davanti a un altro gip. La giudice Luparello, però, contesta anche passaggi di quella richiesta, per esempio quando chiede “ulteriori approfondimenti” sull’attività di recupero crediti che Bellini sostiene di avere condotto in Sicilia nel ’91-92. Ipotesi di un coinvolgimento di ambienti dell’eversione di destra “non può essere esclusa a priori e merita ulteriori verifiche” .