La stessa procura di Caltanissetta, del resto, non aveva mai chiuso del tutto la porta alla «pista nera». Dieci giorni fa, nell’audizione in commissione Antimafia, De Luca ha ribadito un concetto già scritto nella richiesta di archiviazione: «Siamo aperti ad approfondire altre concause» pur avendo definito la posizione di Stefano Delle Chiaie «zero tagliato» sul piano probatorio, rivendicando, allo stesso tempo, «disponibilità e volontà di approfondire». Parole che ridimensionano l’immagine di una Procura ostile a ogni ipotesi alternativa, proprio mentre la Cassazione le impone di continuare a scavare. Nel comunicato stampa con cui i grillini celebrano la sentenza, firmano tutti i componenti della commissione Antimafia: Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Michele Gubitosa, Luigi Nave e Roberto Scarpinato. Colpisce, tra quelle firme, proprio quella di Scarpinato. Il senatore grillino ed ex magistrato è infatti il grande assente quando si tratta di rispondere alle domande che Il Tempo sta ponendo in questi giorni con un’ampia inchiesta proprio sul filone mafia-appalti. Un silenzio che stride con l’esuberanza mostrata oggi nel rivendicare la decisione della Cassazione sulla pista nera.
Grillini a caccia di piste nere Ma non rispondono su mafia e appalti
Avanti con le indagini sulla «pista nera» ipotizzata per la strage di via D’Amelio. La corte di Cassazione ha dichiarato inammissibi...








