Èfinita l’era delle piste fantasma sulla strage di Capaci: la Procura di Caltanissetta ha messo una pietra tombale sulla «pista nera», quella teoria che per anni ha suggerito un’alleanza tra mafia e neofascisti, con Stefano Delle Chiaie come figura chiave. Salvatore De Luca, procuratore di Caltanissetta, davanti alla commissione Antimafia ha smontato pezzo per pezzo una delle più clamorose fughe in avanti della magistratura degli ultimi anni. E lo ha fatto puntando il dito contro tutti: la trasmissione Report di Sigfrido Ranucci, i collaboratori di giustizia trasformati in «jukebox, tu digiti quello che vuoi sentire», e soprattutto contro chi ha dato ossigeno a questa narrazione. E uno di questi è Roberto Scarpinato, oggi parlamentare 5 Stelle e componente della stessa commissione Antimafia. De Luca, in sostanza, ha definito la vicenda uno sperpero di risorse e un depistaggio che riecheggia flop giudiziari. «La figura di Alberto Lo Cicero ricorda assolutamente quella di Vincenzo Scarantino, protagonista del depistaggio delle indagini sull'attentato al giudice Borsellino», ha dichiarato De Luca.
«Pista nera» che secondo la procura si basava su colloqui senza valore probatorio, presunti avvistamenti e legami tra Cosa Nostra e destra eversiva.








