SANTA MARIA DI SALA (VENEZIA) - Sayed Abdelwahab Hamad Mahmoud e Ziad Saad Abdou Mustafa erano arrivati dall’Egitto al Centro di accoglienza speciale di Mirano per trovare un riscatto, un lavoro. Ma proprio un lavoro, in nero, è costato loro la vita un destino tragico.

Sayed, 39 anni, il più esperto dei due, è morto per cercare di aiutare il compagno, di 21, caduto nella vasca biologica della villa di Vetrenigo. Lui aveva alle spalle una vita che raccontava di speranze, sacrifici e di un sogno di futuro mai del tutto realizzato. In Egitto aveva lasciato la moglie e due figli, con la speranza di costruire in Italia una nuova vita e, un giorno, potersi ricongiungere con i propri cari.

Una storia di fuga e di riscatto come se ne leggono tante in Italia, ma che, come purtroppo spesso accade, si è chiusa nel modo più tragico. Da diversi mesi Sayed viveva a Mirano, ospite del Centro di accoglienza straordinaria in via Cavin di Sala a Caorliega, una struttura che accoglie persone richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale, cercando di offrire loro percorsi di integrazione e inclusione.

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