Soccorre il collega caduto nella fossa biologica: Ziad e Sayed muoiono per le esalazioni a 21 e 39 anni. Verifiche sui contratti

martedì 5 agosto 2025, 01:25

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di Giorgia Zanierato, Davide Tamiello

SANTA MARIA DI SALA (VENEZIA) - Si è lanciato nella fossa per salvare il collega ed è morto con lui. Un gesto istintivo, umano, che però si è consumato sul fondo di una vasca piena di liquami e gas tossici. Il sospetto, che pesa come un macigno, è che quei due operai forse non avrebbero dovuto essere lì. È questa la tragica cornice dell’incidente sul lavoro costato la vita a due operai di origini egiziane che, lunedì mattina intorno alle 10, si trovavano nel giardino di una villa a Veternigo di Santa Maria di Sala, in via Desman 62, per lavoro. I due uomini si chiamavano Sayed Abdelwahab Hamad Mahmoud e Ziad Saad Abdou Mustafa: il primo di 39 anni, il secondo di appena 21. Stavano lavorando per la ditta Traslochi e Trasporti Paolo di Rivale di Pianiga, che aveva ricevuto l’incarico di ispezionare di nuovo la fossa dopo una prima pulizia che non aveva soddisfatto le esigenze della proprietaria di casa, ma qualcosa è andato storto: uno dei due, probabilmente dopo essere rimasto incastrato in uno dei pioli in ferro della scaletta a muro, è svenuto per aver esalato gas tossici ed è caduto sul fondo. Il suo collega, nella speranza di potergli salvare la vita, si è lanciato nella fossa a sua volta, ma nessuno dei due è mai riemerso.