SANTA MARIA DI SALA (VENEZIA) - La Procura di Venezia ha fissato per lunedì mattina l’autopsia sui corpi senza vita di Sayed Abdelwahab Hamad Mahmoud e Ziad Saad Abdou Mustafa, i due egiziani morti mentre stavano operando in una fossa piena di liquami a Veternigo di Santa Maria di Sala, dove si erano calati senza l’ausilio di alcun presidio di protezione.

Spetterà alla dottoressa Giorgia Franchetti accertare se il decesso sia avvenuto a causa degli acidi di cui la fossa settica era satura, oppure se per annegamento dopo aver perso i sensi per aver respirato quei gas. A calarsi per primo era stato il più giovane, l’amico lo ha raggiunto nel disperato tentativo di aiutarlo quando si è reso conto che si era sentito male. La Procura ha accertato che Sayed e Ziad lavoravano in nero: nessun contratto di lavoro è stato infatti rinvenuto. Per il momento il sostituto procuratore che coordina le indagini, Giovanni Gasparini, non ha ancora iscritto alcun nominativo sul registro degli indagati: è ancora in attesa dell’esito degli accertamenti in corso da parte di Spisal e carabinieri del Nucleo tutela lavoro, i quali stanno cercando di capire per chi stessero operando i due lavoratori, di 39 e 21 anni, e chi abbia chiesto loro di calarsi all’interno della vasca settica della villa che si trova al civico 62 di via Desman, in violazione di ogni norma di sicurezza.