Quella che un tempo era la più grande acciaieria d’Europa, l’Ilva di Taranto, non la vuole più nessuno. È del tutto comprensibile la preoccupazione degli abitanti di quelle terre. Per troppo tempo la salute non è stata tutelata. Ed è giusto che si faccia di tutto per assicurare un futuro dell’impianto che non nuoccia all’ambiente. Ma l’Italia industriale, ammesso che voglia ancora considerarsi tale, non può rinunciare a produrre l’acciaio primario che è alla base di tante filiere produttive (dall’auto all’agroalimentare).