«Taranto sta dando di se un’immagine anti-industria. Stiamo avendo segnali al riguardo. Più di qualche imprenditore, sia italiano che straniero, che doveva venire qui ad investire extra Ilva, ad esempio nel settore delle rinnovabili, ci ha detto: abbiamo paura di venire a Taranto perché vediamo dalla realtà sociale un atteggiamento anti-industriale».
Salvatore Toma, presidente di Confindustria Taranto, segue gli sviluppi del caso ex Ilva per l’impatto economico che ha sulla città, sui posti di lavoro e sulla tenuta dell’indotto, ma è preoccupato anche per gli effetti paralleli si potrebbero determinare.
Le associazioni delle imprese, Confindustria Taranto, Confapi Taranto e Aigi, hanno chiesto d’incontrare il sindaco Piero Bitetti. Perché?
Al sindaco vogliamo chiedere che cosa sta succedendo. E spiegargli che stiamo ricevendo segnali non positivi, che siamo molto preoccupati e che la diversificazione dell’economia potrebbe saltare. Gli diremo che necessariamente noi dobbiamo realizzare a Taranto i forni elettrici e gli impianti del Dri, del preridotto. Non possiamo fare i forni elettrici in un posto e da un’altra parte gli impianti che li alimentano. Prospetteremo al sindaco che è dannoso fare muro contro muro. Serve confrontarsi per cercare la soluzione migliore.














