Da un lato, Bitetti frena. Dopo aver annunciato la convocazione di un Consiglio comunale per discutere il piano, ha deciso di annullarlo, dichiarando di non voler firmare l’intesa. A suo sostegno, i capigruppo della maggioranza, che definiscono l’accordo "lacunoso" e "privo di garanzie per la città". La loro proposta alternativa prevede la completa decarbonizzazione dello stabilimento entro cinque anni e l’adozione di un decreto-legge speciale per Taranto, con risorse dedicate alla riconversione industriale e alla rigenerazione urbana e ambientale.