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Una campagna pubblicitaria dell’azienda di jeans American Eagle con l’attrice Sydney Sweeney è diventata nei giorni scorsi un esempio molto chiaro e citato di un fenomeno sempre più frequente su Internet. Uno spunto qualsiasi, anche un fatto marginale, può diventare argomento di un dibattito enorme, pretestuoso e con posizioni assurde perché, in pratica, trasformarlo in un contenuto divisivo è nell’interesse di diverse parti contrapposte o coinvolte in quel dibattito: piattaforme, aziende, utenti dei social media, influencer, media tradizionali, politici.
Stavolta tutto è cominciato dal gioco di parole nello slogan della campagna pubblicitaria: «Sydney Sweeney has great jeans» (Sydney Sweeney ha degli ottimi jeans). Il gioco di parole è tra jeans e genes, che suona allo stesso modo e significa “geni”: Sweeney insomma avrebbe sia ottimi jeans che ottimi geni, come esplicitato da alcune pubblicità della serie. Qualcuno ci ha visto un subdolo tentativo di affermare la superiorità genetica dei bianchi e la bellezza femminile tradizionale, e lo ha detto sui social media. Cosa è successo dopo succede più o meno ogni volta, in casi distinti ma sostanzialmente identici tra loro.











