A una settimana dall’uscita, la campagna di American Eagle accusata di razzismo, eugenetica e classismo, continua a far discutere
di Arianna Galati
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Jeans e genes per far scannare l’America, secondo tempo. La campagna pubblicitaria di American Eagle con Sydney Sweeney continua a macinare polemiche e critiche, nonostante il tentativo di contenimento della crisi da parte dello stesso brand. Ma ben poco si placa quando interviene il presidente USA Donald Trump, anzi: da caso di studio del marketing, un paio di jeans diventano un caso di Stato. E così è successo.
Ricapitolando: “Sydney Sweeney Has Great Jeans” è la nuova pubblicità del marchio American Eagle, storico produttore di denim ipercommerciale, low cost conveniente per le tasche di tutti. Il fine ultimo dello Sweeney Jeans, in realtà, era pure molto nobile: raccogliere fondi per finanziare un’associazione che si occupa di salute mentale per le generazioni più giovani. Spazzato via da quel claim ambiguo che ha aperto le cateratte delle controversie, social e non, giocando sul doppio senso tra jeans e genes (geni): l’attrice è infatti bionda, con gli occhi azzurri e una pelle chiarissima. L’accusa è che vi si nasconda un messaggio per sedurre i suprematisti.













