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Dalla scorsa settimana negli Stati Uniti è in corso una polemica attorno alla nuova campagna pubblicitaria dell’azienda di abbigliamento American Eagle con l’attrice Sydney Sweeney, che negli ultimi anni è diventata molto famosa per il suo ruolo nella serie tv Euphoria e come sex symbol.
Il caso è nato per via del suo slogan, «Sydney Sweeney has great jeans» («Sydney Sweeney ha degli ottimi jeans), che si basa su un gioco fonetico: in inglese infatti “jeans” si pronuncia come “genes”, “geni”.
Le opinioni più critiche hanno interpretato lo slogan come un riferimento, involontario o deliberato, all’idea (sostenuta dal nazismo) per cui le persone bianche, bionde e con gli occhi azzurri sarebbero geneticamente migliori delle altre.
Dall’altra parte, la destra americana ha difeso la campagna di American Eagle, facendone il simbolo di una delle sue tante battaglie culturali contro il “politicamente corretto” e la cosiddetta “ideologia woke”. A rafforzare questa identificazione hanno contribuito l’estetica molto tradizionale di Sweeney e le sue origini (è cresciuta a Spokane, nello stato di Washington, una città ai margini del cosiddetto Mountain West, ampia regione interna degli Stati Uniti spesso associata a valori conservatori).










