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La brillante biografia dello scrittore a firma di Maurizio Serra è stata tradotta in inglese

La biografia di Curzio Malaparte (Malaparte: a Biography, NYRB) scritta da Maurizio Serra è composta per lo più da digressioni, un approccio perfetto per ricreare la figura di Kurt Erich Suckert, «mitomane, esibizionista e voltagabbana seriale», nato a Prato, città industriale a sud di Firenze, da un esperto tessile austriaco con uno stipendio come si deve. Trasformò Kurt in Curzio e si inventò un cognome invertendo il lato buono di Napoleone, Bonaparte, nel lato cattivo, Malaparte. Quando anche lui fu ben pagato come giornalista (Mussolini, giornalista egli stesso prima di entrare in politica, rese la professione ufficiale e ben remunerata, con stipendi eccezionalmente alti), visse da mondano nei circoli più snob della società italiana tra le due guerre, dove nuovi ricchi industriali come Agnelli della Fiat e Vittorio Cini (la cui isola privata, infarcita d'arte, si affaccia su San Marco a Venezia) si mescolavano con l'aristocrazia più antica, o almeno con quei principi, baroni e marchesi ancora solvibili... A Roma, gli aristocratici italiani si riunivano ancora al club della Caccia, che non ammetteva comuni mortali senza titolo, per quanto ricchi o famosi. A Roma, Malaparte incontrò tutti i personaggi influenti, incluso il genero di Mussolini, il salottiero ministro degli Esteri Ciano, ebbe una relazione con la trascurata moglie del giovane Agnelli. Intanto parlava con tutti di tutto, tranne che della sua esperienza militare.