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Dopo 35 anni di provocazioni l'artista geniale presenta un libro con la summa delle sue opere paradossali
Maurizio Cattelan mette ordine. Dopo trentacinque anni di scorribande nel mondo dell’arte contemporanea, tra provocazioni, silenzi strategici e colpi di teatro, l’artista padovano presenta all’Hangar Bicocca di Milano “Beware of Yourself”, il primo vero catalogo generale della sua produzione. Non un semplice libro illustrato, ma un ambizioso dispositivo critico, curato in collaborazione con Marsilio Arte e il Maurizio Cattelan’s Archive, che segna un momento cruciale: quello della storicizzazione.
Cattelan, da sempre allergico alle cornici – fisiche e concettuali – accetta ora l’idea che ogni artista, anche il più anarchico, arrivi prima o poi al bisogno di mettere ordine. E questo volume lo fa a modo suo: tra autobiografia, flusso di coscienza e catalogo ragionato, con testi tratti da oltre trecento interviste rilasciate (o delegate) nel corso di quasi quattro decenni. “Beware of Yourself” è tutto tranne che lineare. Il lettore si trova immerso in una “mappa mentale” dell’artista, dove temi come la morte, il potere, la religione, l’identità e l’infanzia si rincorrono e si ribaltano continuamente. Ironia, cinismo e disincanto compongono la voce narrante che ci guida – o ci disorienta – tra opere, progetti e riflessioni. Ma è anche un libro necessario: per la prima volta, infatti, ogni opera viene contestualizzata, ogni mostra documentata, ogni passaggio biografico schedato con precisione filologica.






