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Oltre sessanta opere raccontano le varie fasi della creatività di una figura unica del Novecento

A Palazzo Cipolla di via del Corso a Roma arriva tutto l'irresistibile genio di Salvador Dalí. La mostra Dalí. Rivoluzione e Tradizione, visitabile fino al primo febbraio, presenta oltre una sessantina di opere (tutte certificate: come narrano anche le cronache recenti, con la vicenda dei pezzi sequestrati dai carabinieri mentre erano in mostra a Palazzo Tarasconi di Parma, il mercato che ruota attorno a Dalí è infestato di falsi). Qui invece dipinti, disegni, documenti e materiali audiovisivi provengono da alcuni dei musei più importanti al mondo, tra cui un nucleo straordinario di capolavori della Fundació Gala-Salvador Dalí, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid, il Museu Picasso di Barcellona, le Gallerie degli Uffizi di Firenze. Il progetto espositivo, promosso dalla Fondazione Roma in collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí, con il supporto organizzativo di MondoMostre e il patrocinio dell'Ambasciata di Spagna in Italia, si avvale della direzione scientifica di Montse Aguer, direttrice dei Musei Dalí, e della curatela di Carme Ruiz González e Lucia Moni e indaga la dialettica mai risolta tra rivoluzione e tradizione nell'arte di Salvador Dalí (1904-1989).