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L'opposizione urla alla repressione. Nel mirino iI giudice Moraes e i suoi metodi

L'ex presidente del Brasile, Jair Messias Bolsonaro, è agli arresti domiciliari dall'altro ieri per ordine del giudice della Corte Suprema verde-oro, Alexandre de Moraes. L'ex capo dello Stato non solo non potrà lasciare la sua abitazione a Brasilia, ma perfino le visite dei suoi figli Flávio, Carlos e Renan saranno soggette all'autorizzazione di Moraes che, dopo avere fatto sequestrare il cellulare di Bolsonaro dalla Polizia federale ha anche vietato l'uso dei telefoni di terzi che gli dovessero fare visita, lo scatto di fotografie e di qualsiasi registrazione, audio o video, durante gli incontri. L'unica eccezione riguarda la moglie Michelle Bolsonaro, che convive con l'ex presidente e che ieri ha postato su Instagram: "E i cieli annunceranno la sua giustizia, perché Dio stesso è il Giudice".

Da 48 ore, dunque, "il Mito", come lo chiamano i suoi supporter scesi in piazza ieri a Brasilia e in numerose città del Paese, è agli occhi dei media muto e "desaparecido" a causa dell'ordine durissimo e senza precedenti di Moraes che, come motivazioni del suo provvedimento draconiano ha scritto che "la Giustizia non è sciocca, né cieca. Non possiamo permettere che fatti gravi siano distorti da narrazioni strategiche costruite per manipolare l'opinione pubblica".