Roma, 6 ago. (askanews) – L’opposizione brasiliana serra i ranghi intorno all’ex presidente di estrema destra Jair Bolsonaro, messo agli arresti domiciliari del giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes per aver violato le misure cautelari già ordinate verso di lui nell’ambito dei procedimenti nei suoi confronti per il presunto tentativo di colpo di Stato nel 2022: Bolsonaro da metà luglio è obbligato a indossare un braccialetto elettronico e a non esprimersi in pubblico né di persona, né attraverso i social network e neppure per interposta persona.
Centinaia di sostenitori dell’ex presidente hanno sfilato a San Paolo e a Brasilia, con bandiere brasiliane ma anche degli Stati Uniti e di Israele, mentre l’attuale capo dell’opposizione, Sostenes Cavalcante, ha minacciato: “Se è la guerra che il governo vuole, il governo avrà la guerra. Non ci sarà pace per il Brasile, e finché non ci sarà un discorso di conciliazione che passi attraverso l’amnistia, la modifica della giurisdizione privilegiata e l’impeachment del giudice Alexandre de Moraes”.
Cavalcante ha parlato in un incontro con la stampa a cui ha partecipato anche il figlio di Bolsonaro, Flavio, senatore dell’opposizione: “Chi deve scegliere il presidente della repubblica è il popolo, e il Brasile non è governato dai giudici”, ha detto.






