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Sono ridotti come prigionieri di Auschwitz. Non possono morire
Oggi Ariel Bibas avrebbe compiuto 6 anni. Invece, col suo fratellino Kfir e la mamma Shiri sono stati uccisi da Hamas che li aveva presi in ostaggio. Israele non vuole arrendersi all’orrore imposto dal culto di morte di Hamas per gli ultimi 20 rapiti. Non può: l’intera guerra che ormai ha 700 giorni è stata combattuta all’insegna della liberazione dei rapiti, è stata rallentata, interrotta, modificata per questo. I soldati hanno combattuto come leoni, perdendo 800 fratelli, col sogno di liberare le creature agonizzanti detenute dai carcerieri. Ma questo non vuol dire occupare Gaza. Di questo si parla dal 2014, ma la possibilità di un’occupazione totale è remota e parziale. Anche se dalla riunione di ieri emerge la determinazione del premier a usare lo strumento di una presenza e di una guerra allargata per piegare il nemico. Si prevedono altre riunioni e un voto alla Knesset. Ieri nel gabinetto ristretto, Netanyahu, Ron Dermer ministro alle Questioni strategiche, Israel Katz ministro della Difesa e il capo di stato maggiore Eyal Zamir si sono incontrarti per rigirare la questione sotto ogni aspetto.






