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Per la prima volta dal 7 ottobre stop alla "situazione speciale". Hamas restituisce un altro ostaggio
Spiragli di normalità in Israele a poco più di due settimane dal cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Due anni dopo il 7 ottobre 2023, il ministro della Difesa, Israel Katz, ha annunciato la fine dello stato di emergenza in vigore nel Sud, e ormai solo lì, che consentiva all'esercito israeliano di limitare gli assembramenti, chiudere scuole e istituzioni e limitare la circolazione in alcune aree. Si chiude così la "situazione speciale" nell'intero Paese. "La decisione riflette la nuova realtà della sicurezza nel Sud del Paese - ha spiegato Katz - raggiunta grazie alle azioni determinate e potenti degli ultimi due anni delle nostre eroiche truppe contro Hamas".
A Gaza, intanto, si continua a scavare per il recupero dei cadaveri degli ostaggi morti, con la Croce Rossa, mezzi e uomini arrivati dall'Egitto, e con Hamas autorizzata a varcare la linea gialla per cercarli. Ne restano ancora 12 nella Striscia, dopo che il gruppo ne ha restituito uno ieri sera, trovato a Gaza City. Hamas sostiene di poterne recuperare tra i 7 e i 9 e di aver avviato le operazioni, ma Israele afferma di non aver ricevuto informazioni dai mediatori. Le famiglie dei rapiti deceduti hanno chiesto agli Stati Uniti e al governo israeliano di Benjamin Netanyahu di non procedere con la seconda fase del piano fino a quando le salme non saranno restituite, convinti che Hamas sappia "esattamente" dove si trovi ognuno dei corpi e stia solo prendendo tempo.






